Opificio delle Pietre Dure

Museo Statale

Indirizzo: Via degli Alfani, 78 Firenze

Orario: da lunedì a sabato, ore 8,15 - 14,00; il giovedì ore 8,15 - 19,00
Chiusura: domenica e festivi,  Capodanno, 1° maggio, Natale

Biglietto intero: € 4,00
Biglietto cumulativo Museo dell'Opificio delle Pietre Dure + Galleria dell'Accademia: € 7,00

Informazioni e prenotazioni:  Sito web: http://www.firenzemusei.it/opificio/index.html
Prenotazioni per la visita: Firenze Musei, Tel: 055 294883 (Costo della prenotazione: € 3,00)

Descrizione Opificio delle Pietre Dure

È uno degli istituti più importanti nel campo del restauro, non solo al livello nazionale, ma anche mondiale, primato che condivide con l'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro.

Il nome, Opificio delle Pietre Dure, risale direttamente ad una delle antiche manifatture artigianali e artistiche di epoca granducale a Firenze, istituito nel 1588 nell'ex-convento di San Niccolò dal Granduca Ferdinando I de' Medici come manifattura di opere in pietre dure, la cosiddetta arte del commesso fiorentino, con la quale si realizzano tutt'ora splendidi intarsi con pietre semipreziose.

Nel 1975 con la legge istitutiva del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali tutti i laboratori di restauro fiorentini vennero riuniti sotto il nome e l'egida dell' Opificio delle Pietre Dure, grazie allo status di autonomia di cui l'antica istituzione già godeva.

L'istituto è diviso in settori che corrispondono ai diversi materiali di cui si compongono le opere d'arte. È sede, inoltre, di una Scuola di Alta Formazione che diploma allievi con titolo equipollente alla laurea magistrale, di un museo e di una biblioteca altamente specializzata nel settore del restauro.

Il piccolo ma interessante museo raccoglie alcuni esempio di lavori in pietre dure, fra i quali cabinet, piani di tavolini, placche e targhette varie intarsiate, con un vasto repertorio di decorazioni, per lo più con fiori, frutta e animali, ma anche con altre scene pittoriche, fra le quali una famosa veduta di Piazza della Signoria. Alcune opere che copliscono particolarmente ci sono il grande caminetto barocco interamente ricoperto di malachite, di un verde smagliante, e le copie di quadri eseguiti ad intarsio, con una lucentezza e bellezza a volte maggiore degli originali su tela esposti accanto.

Alcuni spazi sono dedicati a pietre particolari, come la pietra paesina, estratta vicino a Firenze, i cui strati di colori diversi, se sezionati opportunamente, danno l'illusione di un paesaggio roccioso dipinto.

Al primo piano sono esposti gli strumenti per l'intarsio ed un campionario completo delle pietre dure risalente all'epoca dei Medici. Nell'ultima sala sono esposti vasi e suppellettili decorate in stile liberty dei primi del Novecento, fra le quali il piano di tavolo con arpa e ghirlande di Zocchi (1849) e quello con fiori e uccelli di Niccolò Betti (1855).

Opificio delle pietre dure, http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Opificio_delle_pietre_dure&oldid=21385534 (in data 2 marzo 2009).

 

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